SCOPRIRE CHERASCO, ENOGASTRONOMIA E TURISMO

L’occasione di provare un ristorante stellato può diventare il volano per innamorarsi di una piccola cittadina. Il Ristorante Da Francesco infatti ha sede nel cuore di Cherasco, in origine vicariato medioevale della casata dell’imperatore Federico II di Svevia che la fece costruire nel 1243. Presso l’antico borgo romano, chiamato Clerascum, l’imperatore e il suo vicario imperiale Lancia decidono di fondare il nuovo paese su un pianalto alla confluenza dei fiumi Stura di Demonte e Tanaro. A seguito di torbide lotte comunali la municipalità passa presto alla parte ghibellina e, dopo un breve periodo come comune indipendente, cede la sua autonomia agli Angiò e poi ai Savoia fino ad arrivare all’assedio napoleonico. Nonostante il continuo succedersi di dominazioni e guerre cruente, Cherasco è universalmente conosciuta come luogo delle Paci proprio per l’alto numero di trattati firmati tra cui quello famoso del 1796 siglato da Napoleone e Vittorio Amedeo III che sancì la cessione di ostilità. Per chi ama l’arte la città è un capolavoro di testimonianze storiche, monumenti, chiese e palazzi maestosi. Tra questi figura proprio il Palazzo Burotti di Scagnello realizzato in realtà nel tardo ‘600 e poi rinnovato nel XVII secolo con la denominazione attuale e l’apertura di un ampio giardino all’italiana chiuso da una fontana. Purtroppo gli eventi hanno provveduto a cancellare buona parte della vecchia struttura, ma sopravvive fino ai giorni nostri il salone al primo piano che è sede del ristorante stellato Da Francesco. Qui vi accoglie ancora la volta affrescata da Pietro Paolo Operti, pittore di Bra, che costruì un impianto figurativo disposto a quadrature su progetto dell’architetto Francesco Barelli. Quello che era un salone da ballo prima e poi laboratorio di pelletteria, si è trasformata in una sala da pranzo dove gustare i piatti stellati dello chef Francesco Oberto, guidati dalla sapiente accoglienza della sua compagna Francesca. Cherasco porta l’eco di un passato lontano che si amalgama perfettamente all’atmosfera dei suoi luoghi di incontro e di memoria. Grazie alle vigne che si estendono ben oltre il Tanaro, rappresenta uno degli undici comuni da cui è partita la storia del vino Barolo, ma è conosciuta anche per il suo annuale mercato dell’antiquariato in grado di radunare oltre 600 espositori da tutta Italia. A Cherasco è presente anche l’Associazione Nazionale Elicoltori che persegue l’allevamento e il commercio di chiocciole usate in gastronomia. Questi e altri fattori sono stati fondamentali per elevare la cittadina dal suo destino sociale di periferia urbana trasformandola in un’economia rispettosa del proprio patrimonio artistico e culturale senza alienarla dalle esigenze moderne di espansione nell’agricoltura e nel terziario, settori determinanti su cui la popolazione fa riferimento per mantenere, ancora oggi, i suoi standard di vita.

Lascia un commento